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La Radio Vaticana e le onde elettromagnetiche

COMUNICATO DELLA DIREZIONE DELLA RADIO VATICANA
(13 novembre 2010)

Si è svolta questa mattina, presso il Tribunale di Roma, davanti al Giudice delle indagini Preliminari Zaira Secchi la sessione conclusiva del procedimento di "incidente probatorio" circa le accuse di presunti danni alla salute provocati dalle emissioni elettromagnetiche dei centri trasmittenti della Radio Vaticana (presso Santa Maria di Galeria) e della Marina Militare (Maritele). E' stata discussa la perizia commissionata dal GIP al dott. Andrea Micheli, perizia di natura esclusivamente epidemiologica che ha preso in esame i casi di malattie leucemiche ed in generale del sistema emolinfopoietico nell'area circostante i centri trasmittenti, e che sostiene l’esistenza di una associazione importante fra esposizione residenziale e rischio di malattia e morte.
Sia la Radio Vaticana, sia la Marina Militare hanno depositato le controdeduzioni redatte e firmate dai loro esperti. Gli esperti della Radio Vaticana sono il prof. Umberto Veronesi e la dott.ssa Susanna Lagorio. Le critiche mosse alla perizia d'ufficio sono molto gravi come è emerso anche dalle obiezioni rivolte dai difensori dell’Emittente pontificia (avv.ti Franco Coppi, Marcello Melandri, Eugenio Pacelli) al perito del GIP, il quale, nel corso dell’udienza odierna, ha comunque ammesso l’insussistenza di evidenze scientifiche circa presunti effetti cancerogeni delle onde elettromagnetiche, quantomeno di quel tipo di onde elettromagnetiche generate dagli impianti di Radio Vaticana.
Nella Relazione scritta del prof. Veronesi e della dott.ssa Lagorio si dimostra anzitutto che la perizia del dott. Micheli non risponde agli standard comunemente accettati per gli studi scientifici epidemiologici, e che i metodi adottati per l'esame dei casi non sono né chiari, né adeguatamente spiegati nella perizia stessa.
Ciò conduce a risultati non attendibili e in certo senso paradossali perché - contro ogni ragionevole aspettativa - si parla di rischio accertato per gli adulti non per le aree più vicine ai centri trasmittenti, ma per quelle più lontane, di per sé esterne alla stessa area prevista dal mandato peritale.
Inoltre la perizia - che non comporta nessun elemento di misura effettiva dei campi elettromagnetici, ma ragiona esclusivamente sulla distanza da un non meglio identificato "centroide" dei centri trasmittenti - è in contrasto con la letteratura scientifica internazionale sul tema, anche con gli studi più recenti che affrontano situazioni paragonabili e che non hanno mai concluso in favore di un'associazione fra le emissioni elettromagnetiche in questione e danni alla salute.
Non si vede quindi in nessun modo come la perizia d'ufficio possa essere considerata un valido elemento di prova per un'accusa nei confronti della Radio Vaticana, che - bisogna ribadire ancora una volta - nella sua attività ha sempre rispettato le indicazioni internazionalmente accettate sulla intensità delle emissioni elettromagnetiche, proprio per garantire piena tranquillità alle popolazioni circostanti e ai suoi lavoratori.
Ad ogni modo, il GIP, chiudendo con l'udienza odierna la fase di "incidente probatorio". ha affidato al Pubblico Ministero la documentazione raccolta, ed è ora di competenza del Pubblico Ministero stesso decidere se archiviare il caso o chiedere il rinvio a giudizio, iniziando così una nuova fase del procedimento.

Città del Vaticano, 13 novembre 2010.

 

 

 


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